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    June 15

    Se tua madre fosse cattiva

    Tutto accadde mentre la nostra combriccola stava cercando un qualche modo per saltare oltre quel profondissimo burrone. Quelle assi sembravano fatte al caso nostro: non erano abbastanza lunghe da arrivare fino all'altra sponda, ma potevamo usarle come ulteriore rincorsa per il salto. Ok, ma chi le avrebbe testate? C'era il rischio di morire, e questo ci immobilizzava alquanto. Nessuno ancora si era proposto, quando venimmo catturati! Ci ritrovammo in una stanza della loro probabile base. Giravano voci che rapivano le persone per poi clonarle, ma io non ne vedevo il senso. C'era sicuramente qualcos'altro dietro, che non riuscivo a spiegarmi. E che non volevo spiegarmi, tanto non sarebbe servito a nulla. Eravamo rinchiusi lì, senza nessuna via di fuga, e la speranza pian piano cedeva il passo al terrore. Terrore del nostro destino che, ufficialmente, ci era ancora sconosciuto, ma che ognuno di noi dentro di sé sapeva benissimo come si sarebbe concluso di lì a poco: morte. Ecco, dei passi si fanno sempre più vicini. La tensione è palpabile, i pensieri impazziscono, non c'è più nulla di razionale nelle nostre menti. Luce. Una luce viene accesa fuori dalla stanza, e quella porta che sembrava così spessa, riaccende in noi una nuova speranza. Non so per quale assurdo motivo abbiano piazzato una di queste porte qua, ma non mi interessa adesso. Quello che mi interessa è trovare una soluzione. Osserviamo le sagome dei nostri rapitori, attraverso i vetri un po' oscurati della porta. Sembrano solo tre! E noi siamo almeno in 6, eccell..Trovato! Se ci vogliono prendere, dovranno aprire la porta; bene, quello sarà esattamente l'istante in cui ce la daremo a gambe. L'importante è non farglielo capire prima che l'abbiano aperta. Una rapidissima organizzazione, e rimaniamo lì, trepidanti, respirando il minimo possibile e con le orecchie protese a cercare di carpire ogni minimo suono. Sono sempre più vicini, ora riusciamo anche a vedere i loro volti....mamma?!?!?!? il vederla a capo di questa operazione mi lascia un attimo interdetto. magari ci siamo sbagliati, magari lo fanno per il nostro bene, o magari no? scuoto più volte la testa, cerco ancora un briciolo di ragione dentro di me, ma tutta questa vicenda me l'ha succhiata via. Ci penserò poi, con calma, sempre che io ne abbia la possibilità. Per il momento spengo il cervello, e mi affido all'istinto. Anche gli altri hanno notato questa mia titubanza, ma nessuno osa aprir bocca. I nostri sguardi si incrociano, li rassicuro, siamo una squadra, continuiamo così. Tutto questo in quei pochi istanti prima che la porta venga aperta. E a noi sembra che sia passata un'eternità. Ma ora la maniglia ruota, la porta si sta per aprire. I nostri corpi sembrano delle molle cariche pronte a scattare. Ancora no, ancora no, anc - ORA! Io avrei aspettato ancora un po', ma qualcuno là davanti ha deciso che quello era il momento più opportuno: scatto anche io e, varcata la soglia, ci ritroviamo in un cortile, lungo un viottolo leggermente in discesa, con una spruzzata di scalini. Probabilmente sono stati colti di sorpresa, ma non hanno opposto resistenza, per nostra fortuna. Comunque, non sono riuscito a guardarla in faccia. Arriviamo al cancello, e ci sono delle macchine, dei presunti taxi. Mi fiondo nel primo che becco, con altri due dei miei compagni. "Per favore, ci porti via di qua, e veloce pure!". Forse non ha capito bene che abbiamo una certa fretta, faccio per accostarmi a lui per farglielo notare, quando lo vedo in faccia, quasi ci rimango! Babbo! come mai babbo sta guidando questa macchina? con tutte le macchine che c'erano, proprio in questa dovevamo salire?? e, cosa più importante, sarà dalla nostra parte??? queste e tante altre domande mi son balzate d'improvviso in testa, ma non ho dovuto trovar loro risposta, in quanto è stato lui stesso a darmele, con un sorriso che tranquillizzerebbe anche una bestia inferocita. La tensione cala un pochino, ci calmiamo e riusciamo a spiegargli grosso modo cosa è successo. La sua espressione si fa più seria, non condivide l'operato di mamma, e anche lui sa che non c'è tempo da perdere. Iniziamo subito la ricerca di un posto sicuro, sopratutto per me, che sono il più riconoscibile del gruppo. Vaghiamo un po' qua un po' là per le strade, senza riuscire a pensare ad un posto abbastanza sicuro. Lei conosce le ubicazioni di tutti quei luoghi, bisognerebbe trovarne uno alternativo, magari una mia conoscenza recente, della quale mi possa fidare abbastanza, ma non è così facile. Forse l'unica soluzione è lasciare la città. Ci fermiamo ad uno stop, e sulla sinistra vedo la mia salvezza! Lei, sì, proprio lei! Lei che con me è così dolce, così gentile, che mi sta vicina, e che fa sembrare la nostra un'amicizia dalle origini ormai dimenticate, nonostante sia molto più recente. Già, proprio lei ... che non appena mi vede, fa un sorrisetto furbetto e gira la faccia, come per dire "così impari!", per chissà quale insulsa ragione poi...ah, le donne! Usciamo dallo stop, voltiamo a sinistra e ci facciamo trasportare dalla gravità. Inizia a cadere qualche gioccia dal cielo, siamo in coda, magari la confusione crescente ci aiuterà nella fuga. Neanche finito di pensarlo, e notiamo che la macchina dietro ce l'ha proprio con noi..maledizione, sono loro! Con una manovra azzardata, ci superano e ci tagliano la strada. Non ce la faccio più! "io scendo e cerco di farla ragionare, voi allontanatevi". E detto questo, apro lo sportello e mi dirigo verso la loro vettura. Arrivo davanti alla portiera e le faccio cenno di scendere. Non sembra abbia nessuna intenzione di farlo, però almeno abbassa il finestrino. Con mio gran stupore inizio a parlarle, articolando frasi e pensieri come mai in tutta la mia vita. Ma lei non cambia idea, sembra quasi controllata da qualche altra entità, e questo mi fa provare una sensazione che orami da anni riuscivo a tenere sopita dentro di me, ma che ora non riesco più a tenere a bada, e ogni istante che passa mi pervade, fino a prendere il controllo totale di me. Sono ormai un tutt'uno con la rabbia, ed è proprio questa rabbia a farmi sbraitare, imprecare contro tutta l'auto e i suoi passeggeri, contro la loro passività. E più loro rimangono passivi, più la mia rabbia aumenta. Non riesco più a ragionare, vorrei spaccare tutto, vorrei cercare di ridestarli, di far loro capire che sbagliano, ma è tutto inutile, nessun segno positivo da parte loro. La rabbia aumenta sempre più, fino a quando diventa impossibile da controllare per il subconscio di un umano, ed è proprio per questo motivo che non sono in grado di terminare la storia: mi sono svegliato!
    June 02

    2008-06-02_S'ischumenza


    Bene, eccoci qua...voglio provare anche io ad avere una parte del blog in cui racconto esperienze di vita, la parte più frivola diciamo (ma anche la più divertente/rilassante delle volte).
    Vediamo cosa ne vien fuori, al massimo la blocco. Animoticon
    A presto
     
     
     
     
    So, here we are... I wanna try to have my own part about my life experience in this blog, most frivolous I think (but the funniest/relaxing sometimes).
    Let's see what is gonna come out, i'll delete it for sure if it doesn't make me feel satisfied enough.
    PS: sorry if I even make some mistakes but, as you can see, I'm italian. See you.

     

    ebbé! eu puru abà vogliu vidè si arresciu a trattà chisthu cosu pa' favvi un cuntaddu di lu ghi mi suzzeddi.
    Ah, si v'abbizzeddi chi soggu ivvagliendi li parauri, diddimmiru, ed eu li ciambu. Chi d'ugna dantu misciu sussincu e itarianu.

    Avvidezzi sani

     

     

     

     

    Diffizzirareddu è in sussincu!!! Perplesso